Oggi sul Manifesto c'è un bell'editoriale di Valentino Parlato, intitolato "L'Unione in difesa": "Questi ultimi giorni di campagna elettorale mi sembrano destinati da un paradosso assai inquietante: tutti gli osservatori danno per scontata la sconfitta di Berlusconi, ma i vincitori, invece di portare a fondo il loro attacco, appaiono sulla difensiva. Talvolta situazioni del genere si hanno anche nelle guerre, ma nel nostro caso il ridursi alla difensiva delle forze dell'Unione può mettere a rischio anche l'esito della guerra. Il terreno sul quale Berlusconi ha riguadagnato l'iniziativa è sul programma dell'Unione e sulle tasse necessarie alla realizzazione di quel programma…".
Oggi ho comprato dvd: "Vai e vivrai" (vedi Guidone che ti ascolto) e "La ragazza della porta accanto" di Truffaut. Quale vedere prima? Magari in treno?
Oggi Libero mi ha fatto davvero, davvero godere.
Titolo a pagggggina 30: Rabbia Juve: "Siamo l'Inter d'Europa".
Scusate, ma queste sono soddisfazioni.
Oggi Israele vota. Ma qui Lui non può vincere. Perché non sta benissimo. Onore al soldato Arik.
Oggi ho avuto da fare, con lo sport. Ma il Caimano è lì che mi guarda ancora. Allora, per me è un capolavoro. Di snobismo, di superbia letteraria, di abbassamenti letterari dello stile, di attacchi al cinema italiano e alla cucina macrobiotica e salutista, di berlusconismo adorante, di Nanni che prende in giro tutti i tic (questa peraltro è la parola più usata in assoluto nelle recensioni dei film di Moretti, povero il suo analista), di applausi mosci e delusi dei militanti di sinistra, di sorrisi divertiti dei berluscones in incognito al Nuovo Sacher. Il monteverdiano ha girato un film sul tema più scontato e affascinante del mondo nostro, ma ha soprattutto fatto un grande esercizio di stile. Fateci caso: quando il film è trash, c'è sempre un regista come attore protagonista, dunque non alla cinepresa. Come a dire: vedete che succede quando non c'è un regista dietro la macchina? Come nella scena finale. Tutto è trash (Moretti mi perdonerà), tranne Nanni Caimano. Come a dire: vedete che succede quando non sono dietro l'obiettivo a raccontarvi la storia perfetta di un matrimonio e di due vite imperfette? Bravo, bravo, bravo. Pure troppo, e questo è un brutto difetto. Lo riconosco. Ovviamente, alla fine della storia, vince Lui. Anche nello sguardo torvo rivolto alla pm. Fuochi d'artificio. Moretti si è notato di più quando non c'era? Forse no.

Soffro all'idea di vivere ancora senza aver visto il Caimano. Soffro. E rimedio subito. Ah, dimenticavo: alla fine del film vince Lui. Dicono fonti bene informate.
Oggi ha vinto di nuovo lui. Il catarro. Il mio. Siamo in una fase di emergenza influenzale.
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