"La stima reciproca che ci mette a posto con la nostra coscienza, che ci appacia con noi stessi, l'abbiamo uccisa… E vi sembra un assassinio da niente? Senza la stima si può arrivare al delitto".
(riportata dal Riformista)
Oggi l'Unità merita il premio "E' satira". Il giornale fondato da Antonio Gramsci, pace all'anima sua, oggi titola: "Rice ricuce e si difende: non sapevo".
RAITRE: JOHNNY DORELLI DOMANI SERA A "CHE TEMPO CHE FA" (AGI) - Roma, 23 mar. - Dopo la partecipazione al Festival di Sanremo, Jhony Dorelli sara' ospite di Fabio Fazio domani sera a "Che tempo che fa", in onda su Raitre alle 20.15. L'artista, oltre che essere intervistato, si esibira' in un medley con arrangiamenti inediti del maestro Gianni Ferrio assieme a un quartetto jazz (Giorgio Rosciglione al contrabbasso, Eugenio Commonara alla batteria, Rocco Zifarelli alla chitarra, Riccardo Biseo al pianoforte a coda), dove riproporra' "Meglio cosi'", il brano presentato a Sanremo, e °Just one of those things". Proprio in questi giorni il nuovo album, "Swingin - parte seconda" (uscito il 2 marzo per Carosello Records) e' Disco d'oro con oltre 40000 copie vendute tra edicole e negozi di dischi. L'album composto da 11 tracce e' in vendita in tutti i negozi di dischi ed in allegato con TV Sorrisi&Canzoni, al prezzo speciale di 10,90 eurom, ed e' disponibile anche in download digitale in una special version. Johnny Dorelli - nome d'arte di Giorgio Guidi, nato a Milano 70 anni fa - e' una delle piu' poliedriche figure dello spettacolo italiano. (AGI) Vic 231200 MAR 07 NNNN
Io non mi sento italiano
Giorgio Gaber
G. Gaber
(2003)
Io G. G. sono nato e vivo a Milano
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell'inno nazionale
di cui un po' mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
se arrivo all'impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.
Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po' sfasciato.
E' anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che è tutto calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c'è un'aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui m'incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos'è il Rinascimento.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.
Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c'è un'altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido "Italia, Italia"
c'è solo alle partite.
Ma un po' per non morire
o forse un po' per celia
abbiam fatto l'Europa
facciamo anche l'Italia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.
Alla fine del concerto non ha riconosciuto subito il presidente Napolitano, che da gran signore era venuto lì sotto il palco a stringere la mano al maestro.
La politica e gran parte della stampa scoprirono il valore non negoziabile della privacy.
Ma oggi e all'improvviso.
Dunque, il fatto che il grassone sia stato l'unico milanista a festeggiare ieri è motivo di somma gioia.
Però il gesto dell'ombrello potevamo risparmiarcelo.
Tu sei per me
la più bella del mondo
e un amore profondo
mi lega a te
tu sei per me
una cara bambina
primavera divina
per il mio cuor .
Splende il tuo sorriso
sul dolce tuo bel viso
e gli occhi tuoi sinceri
mi parlano d’amor ...
Tu sei per me
la più bella del mondo
e un amore profondo
mi lega a te
tutto ... tu sei per me!
(Marino Marini)
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