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mercoledì, 17 maggio 2006

Avevo sedici anni. Volevo la tessera radicale. A diciotto e qualcosa l'ho avuta. Pensavo che sarei passato su questa terra senza mai vedere un o una radicale ministro. Sbagliavo. Mai comunque avrei immaginato di assistere al giuramento di una radicale ministro del nulla (l'Europa di oggi) in un governo guidato da Romano Prodi, con Rosy Bindi alla Famiglia, con Clemente Mastella finito per sbaglio - dice lui - alla Giustizia, eccetera eccetera. Certo, anche al governo con Calderoli…. Insomma forse un radicale non vuole vedere un radicale al governo. Può essere soltanto snobismo, può essere. Ma la rivoluzione? Quella che piace tanto a Danton? Lasciatemi cullare il sogno che Marco ci ripensi, faster please.

postato da: danielebellasio alle ore maggio 17, 2006 21:09 | link | commenti (10)
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Commenti
#1   18 Maggio 2006 - 01:15
 
Un po' come quei vecchi bravi comunisti: "l'importante è non governare, ma essere sempre dalla parte di chi può andare contro il governo".
In realtà condivido quello che provi e forse anche in qualche modo quello che dici. Trovo però un po' irritante l'impressione magari sbagliata che non avresti scritto le stesse cose con emma ministra berlusconica con castelli, giovanardi, calderoli e altri simpatici e ameni personaggi.
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#2   18 Maggio 2006 - 10:13
 
"ministro del nulla (l'Europa di oggi)" è molto bandinelliano
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#3   18 Maggio 2006 - 10:47
 
Berlusconi mandò Emma Bonino alla commissione di Bruxelles. Io sono molto bandinelliano. Molto.
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#4   18 Maggio 2006 - 15:46
 
amo occhiobuio
silvia
utente anonimo

#5   18 Maggio 2006 - 16:40
 
il sito di repubblica sostiene che il ministero di emma sia nella top ten di quelli più pesanti.
utente anonimo

#6   18 Maggio 2006 - 20:39
 
Anch'io sono molto bandinelliano (che è una categoria che credo farà sorridere Bandinelli).
Secondo te ha votato Forza Italia?
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#7   18 Maggio 2006 - 20:53
 
quando si è una categoria filosofica, che conta il voto?
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#8   18 Maggio 2006 - 23:54
 
Te lo dice uno che un pochino di categorie filosofiche se ne occupa professionalmente: essere una categoria filosofica non è un modo per scansare la carne, la terra e le cose di cui è fatto il mondo. Si è davvero una categoria filosofica solo quando ci si decide di sporcarsi un po' con le cose del mondo. Finchè non si infanga, una categoria è solo una vergine immacolata dalla quale, a differena di quanto accadde alla Madonna, non viene fuori proprio nulla. E tra le cose di cui è fatto il mondo, purtroppo e per fortuna, ci sono anche quelle scelte a volte un po' patetiche a volte un po' meno che si concretizzano anche nel mettere un segno sul proprio segno.
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#9   19 Maggio 2006 - 12:22
 
Racconta Bandinelli che, da giovane (quando ancora non era una categoria filosofica), dopo gli studi di filosofia si dedicò alla politica pannelliana perché sentiva che il linguaggio pannelliano (diversamente dal linguaggio degli artistoidi e dei filosofoidi che frequentava) serviva a "toccare" le cose, a "maneggiarle", e non solo a chiacchierarne. Che poi a toccare le cose ci si sporchi per forza - su questo ci sarebbe da chiacchierarne con lui.
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#10   19 Maggio 2006 - 14:02
 
bandinelli e' una categoria filosofica perche' e' cresciuto e vive tuttora accanto a uno dei parchi piu' belli del mondo: il nemorense di roma, creato durante il fascismo.

Piu' bello perfino di quello davanti alla stazione centrale di alessandria d'egitto

mauro suttora

ps: daniele consolati, nessun radicale sottosegretario

e poi il commercio estero non e' il nulla: anzi, e' il tutto, perche' e' cio' che da' da mangiare a tutti noi italiani



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