La coerenza di un radicale? Io mi sento liberale, liberista e libertario. Per la vita del diritto e il diritto alla vita, il diritto alla vita. Ma nell'ultimo periodo i radicali, intesi come soggetti politici, hanno preso a dire che non accettano lezioni sui diritti umani, sulla laicità, sul liberismo, sulla politica estera atlantica e via dicendo. Beh, questa mi sembra una scusa presuntuosa. Che vuole dire? Forse che loro, per ragioni di tattica politica, in questa fase non possono battere troppo sui temi a loro cari, ma allora neanche gli altri ne possono, a loro giudizio, parlare. Non ha senso. Portate questi parlamentari del Pd nella Camere per salvare la baracca. Ma poi, per favore, si torna a far politica.
Credevo che non si facesse, l'accordo tra Pd e radicali. Proprio no, non me lo aspettavo. C'erano tutti i crismi del no e della voglia di solitudine. E invece i radicali accettano la base di partenza… Questo conferma una delle due sequenti cose: 1. i radicali sono cambiati, profondamente cambiati; 2. io non capisco più i radicali, profondamente non li capisco. Da oggi i radicali sono apparentati con Di Pietro, nello stesso partito della Binetti, ospitati in un altro partito che non è il loro. Sono bipartitisti da sempre, dunque è lodevole questa capacità di biodegradarsi dentro il grande partitone della sinistra. Sempre che questo accada davvvero e fino in fondo. Ho il sospetto che comunque questa sia la prima vera vittoria di Emma Bonino su (e un po' contro) Marco Pannella.